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08/12/2023
Progetto Appennino
Si parla sempre più spesso di “inverno demografico”, un inverno che si presenta sempre più rigido man mano che passa il tempo. Se ne parla, ma quali potrebbero essere gli interventi, le politiche in grado di invertire la tendenza alla diminuzione della popolazione? Si illude chi pensa che si tratti di possibili scenari futuri. Ci siamo già dentro e le conseguenze del calo demografico sono ben visibili nel mercato del lavoro. Per guardare a questo processo e alle sue conseguenze è fondamentale la ricerca, una ricerca che sia capace di fornire elementi di valutazione per poter prendere decisioni ponderate, capaci di affrontare i problemi.
Per iniziativa della Fondazione Generazioni e della Federazione Regionale dei Pensionati dell’Emilia Romagna è in corso una importante iniziativa che coinvolge tutte le provincie della nostra regione. È il Progetto Appennino. La motivazione di partenza sta proprio nei problemi demografici che interessano in modo particolare i comuni della fascia appenninica dell’Emilia Romagna e di altri comuni di pianura che mostrano le stesse condizioni.
Mentre la fascia di territorio che si stende lungo la direttrice della via Emilia e nelle sue immediate vicinanze continua ad attrarre famiglie e lavoratori dal Mezzogiorno d’Italia e dall’estero, i comuni di montagna e di collina, insieme alla parte più orientale della provincia di Ferrara, vedono situazioni demografiche davvero allarmanti. I tassi di invecchiamento della popolazione sono molto elevati, arrivando spesso a superare la presenza di 2 anziani over 65 per ogni bambino o ragazzo al di sotto dei 15 anni. Anche il tasso di dipendenza strutturale nelle zone prese in considerazione, cioè l’indice che ci mostra il rapporto fra persone in età lavorativa (la fascia d’età compresa fra i 15 e i 65 anni) e le persone in età non lavorativa (i giovani under 15 e gli anziani over 65) ci dice che per ogni 100 persone della fascia cosiddetta “passiva” ci sono all’incirca 160 o anche meno persone in età “attiva”. Bastano questi due dati per capire che in queste zone è a rischio tutto l’insieme dei servizi, soprattutto quelli rivolti alla popolazione anziana.
I dati in via di rilevazione daranno informazioni ancor più dettagliate e approfondite di quanto si possa fare in queste righe. È obiettivo del Progetto Appennino arrivare entro la metà del 2024 alla pubblicazione e alla presentazione di un rapporto di ricerca. In queste settimane si sta procedendo alla raccolta di dati sui tutti i comuni (100) presi in considerazione. Si tratta di un impegno notevole, messo in atto da un gruppo di ricerca formato da dirigenti e personale di tutte le Federazioni Territoriali della FNP, coordinate dal presidente della Fondazione Generazioni, Sergio Palmieri, e dai demografi Gianluigi Bovini e Franco Chiarini per la parte scientifica, con il supporto della Federazione Regionale FNP, con la presenza di esponenti della FNP in tutti i territori emiliano romagnoli e nella sede regionale.
Questa attività costituisce uno sforzo importante e rappresenta un modello di riferimento, al pari della ricerca già pubblicata nel maggio di quest’anno sul mercato del lavoro, per la costruzione di ipotesi di lavoro e politiche che possano rispondere ai problemi oggetto della ricerca. Le decisioni politiche hanno una necessità imprescindibile di informazioni. Il Progetto Appennino va in questa direzione: acquisire dati e informazioni per essere in grado di costruire risposte adeguate alle sfide che l’inverno demografico sta lanciando alla vita e al futuro di una parte rilevante della comunità della Regione Emilia Romagna. Occorre essere all’altezza di queste sfide.